| premessa |
La
prima pubblicazione di Amedeo Maffei si intitolava
"Il bambino e l'inconscio". Era un opuscolo
di poco meno di venti pagine nelle quali, il fondatore
del Centro AM di Sirtori, affrontava le problematiche
dell'educazione con un taglio decisamente nuovo.
Quel quaderno - dato alle stampe all'inizio degli
anni '80 ed ormai esaurito - ribaltava, per certi
aspetti, metodologie, principi e mentalità
con le quali certa letteratura insiste a "giocare"
in nome di una "cultura per l'infanzia"
che, spesso, è più ad uso e consumo
di mode e tendenze piuttosto che a servizio degli
educatori e del soggetto (il bambino) al quale
essa si vuole riferire. Alle problematiche educative
ed al rapporto genitori e figli venne dedicato
ampio spazio anche nelle due edizioni di "Domande
all'uomo". Dinamiche come quelle legate all'essere
padre-figlio o tematiche relative ai condizionamenti
emotivi vissuti nell'infanzia, colpirono non poco
- per la loro novità - il pubblico dei
lettori. Le intuizioni di Amedeo Maffei, come
del resto la sua filosofia pratica di vita, fanno
riferimento ai risultati conseguiti, in tanti
anni di attività, nell'incontro con migliaia
di persone nel corso delle Esperienze AM ch si
svolgono presso il Centro di Sirtori. Anche ragazzi
e bambini sono stati, fin dall'inizio, tra i partecipanti
alle Esperienze AM; ed è significativo
il fatto che, periodicamente, Amedeo Maffei riservi,
nel calendario delle attività del suo Centro,
spazi e momenti di attenzione ai più giovani.
Questo volume, "Figli di chi" - pubblicato
in una edizione ampliata e con una sezione del
tutto nuova rispetto al testo edito nel maggio
del 1997 - è suddiviso in due parti unite
da un filo conduttore, ossia una sorta di indagine
tra quello che può essere definito il grande
gioco dei ruoli educativi negli anni dell'infanzia
e dell'adolescenza.
Nella prima parte Amedeo Maffei invita a compiere
un viaggio all'interno della primissima fase della
vita nella quale il bambino si comporta in funzione
"della costruzione di un palcoscenico più
ampio della semplice percezione di sé",
utilizzando "gli atteggiamenti primordiali
dell'Ego: possesso, morbosità, antagonismo,
difensiva, presunzione".
Amedeo Maffei delinea, in modo chiaro ed efficace,
aspetti e questioni legati al "potere del
bambino", al suo "assolutismo",
ai rischi che una protezione esasperata comporta
sul piano della percezione dell'immagine della
vita che lo aspetta. Dai suggerimenti e dai consigli
pratici che Amedeo Maffei non manca mai di indicare,
emergono riflessioni su quei fattori esistenziali
e comportamentali che, vissuti fin dalla tenera
età influenzano e condizionano il percorso
dell'esistenza.
Fin dalle indicazioni di partenza, il fondatore
del Centro AM - nello sciogliere uno dei nodi
determinanti delle motivazioni di crescita - tocca
il ruolo fondamentale dei genitori, "perchè
il bambino agisce in conseguenza dei comportamenti
del padre e della madre".
I genitori - afferma Amedeo Maffei - sono soggetti
primari dell'educazione, è con essi che
noi celebriamo il nostro primo "sposalizio".
Poi, nelle tappe della crescita, la lista degli
educatori (e dei genitori) si allunga. E' educatore
colui che è motivatore, colui che detiene
il maggiore potere di motivazione. Dunque, un
bambino non è solo un figlio di due persone,
ma - da qui anche il titolo provocatorio del libro
- è un figlio della società, della
scuola, dell'ambiente, è un filgio delle
realtà che lo motivano, in senso positivo
e negativo. "Noi generiamo i figli, ma attimo
dopo attimo ci appartengono sempre meno; e il
tempo della loro crescita allenta il legame con
chi li ha generati"
Nella seconda parte, "Figli di chi"
si occupa in maniera specifica di quell'età
di "sospensione" chiamata adolescenza.
Il ragazzo è "sospeso" negli
stupori per i mutamenti del proprio fisico; è
"sospeso" anche tra sé e gli
altri, tra la scuola e la famiglia, tra la paura
e il coraggio.
E' una età di abbattimento e di entusiasmo,
di altri e bassi, di sofferenze malcelate e di
esplosioni di gioia, di incomunicabilità
di tensioni che si alimentano ad ogni soffio di
crisi.Si bramano gli aiuti, ma il panico per il
nuovo ricaccia nell'isolamento, nel "divieto
d'accesso" al prossimo. Si guarda ai "modelli",
si fugge nel sogno, si è stimolati dalle
proposte che vengono dall'esterno.
Sì, età "difficile", ma
- se vissuta coscientemente - anche straordinaria.
Tutti ci siamo passati. In quegli anni abbiamo
lasciato speranze, dolori, sensazioni; forse anche
problemi insoluti, domande senza risposte, utopie
rimaste tali, esigenze non colmate.
In tutti c'è ancora un adolescente che
freme e si agita. Per questo, forse, ci è
facile gettare un ponte su un'età che sembra
acquattarsi tra le pieghe dell'anagrafe umana.
Come fa Amedeo Maffei, che - nell'arco della sua
riflessione - arriva anche a tracciare, per i
genitori e gli educatori, otto regole per accompagnare,
in un ragazzo, quello che egli definisce lo "strappo"
del passaggio dall'età dell'infanzia a
quello della maturità.
Il fondatore del Centro A.M., nella sua esperienza
a contatto con migliaia di persone, non ha peraltro
mancato di avvicinare anche il Pianeta Adolescenti,
ossia quegli anni veloci nei quali l'essere umano
deve iniziare a dimostrare - a se stesso, alla
società - di avere l'età
per giocare le carte della propria maturità,
che non è mai una questione di tipo anagrafico,
"perchè un ragazzo è maturo
quando si sente coetaneo con persone di ogni età"
e quando "porta in superficie la propria
capacità emotiva".
"Figli di chi" è una piccola
grande guida per tutti. Tra le sue pagine possono
ritrovarsi padri, madri e figli di ogni età.
Vi si possono incontrare per stipulare un nuovo
patto di crescità per la vita, per ricoprire
la "magia" e la forza della condizione
emotiva, per ricreare quegli stati di complicità
che aiutano a costruire insieme "un'alleanza
di rispetto dell'essere umano".
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